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giovedì, 20 marzo 2008

once gone, gone forever.

Agamennone è un uomo che viene dal Sud ed Ecuba è la più sventurata tra le donne.
E sono più per il leggere in greco che per il pensare che dopotutto non sia una unica sequenza di perdite che si allungherà sempre di più col tempo.

pensavo mentre ballavo che nulla torna.
pensavo anche a Gianlorenzo Bernini.

Gianlorenzo Bernini non tornerà.

Applicare con rigore scientifico il metodo usato nei tuoi confronti, altrimenti detto "attenti, che nulla torna, ma tutto vi si può rivoltare contro."
postato da: Moodswing alle ore 21:56 | link | commenti
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lunedì, 25 febbraio 2008

ennesimo interludio onirico

stanno diventando più che interludi costanti soggetti di trattazione.

stavolta, sul treno per Fortezza/Franzenfeste, si facevano discorsi infiniti. E il suddetto treno sembrava non arrivare mai a destinazione.


lo credo forse una specie di rievocazione dell'impossibilità di dormire sul treno da San Candido a Bologna, nonostante fossi arrivata ad arrotolarmi la sciarpa sugli occhi. ma niente.
postato da: Moodswing alle ore 22:36 | link | commenti
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sabato, 16 febbraio 2008

Pare che alcuni aspetti fondamentali della propria vita emergano con chiarezza solo quando ci si guarda alle spalle: talmente lampanti che il non essersene accorti subito è spiegabile solo da un'istintiva volontà di autoconservazione.

E' sempre abbastanza per farti gelare il sorriso sulle labbra - ma mai abbastanza per impedirtelo del tutto.
postato da: Moodswing alle ore 23:24 | link | commenti
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venerdì, 15 febbraio 2008

out of clausura

Pur essendo irreali questi giorni di sole di pace di relativa libertà
c'è sempre un tarlo chiamato Joy Division, un altro chiamato Poesia, un altro ancora chiamato Rigurgito di Adolescenzialità, Ma Questa Volta Invece Si Ragiona.

del vero tarlo si vede sempre il buco: ma chi ha mai visto il Tarlo? (egli, l'animale, il Responsabile)
sicchè esteriormente sembra tutto bello persino a me stessa.

C'è poi il solito capitolo subconscio:
Dapprima vengo condannata a vivere per sempre, e la cosa ha i caratteri del dramma: passano i secoli e in sogno la vista mi si offusca, ma non c'è nulla da fare.
Poi, un uomo dotato di misuratore di speranze, osa pure prendersela perchè non spero abbastanza.

sì, ma un sonno senza sogni
dodici ore di buio totale
è davvero chiedere troppo?

tornare nel mondo dei vivi a volte è una faccenda complicata.
postato da: Moodswing alle ore 22:10 | link | commenti
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mercoledì, 30 gennaio 2008

sorry

due righe di scusa per i due errori di ortografia del post sottostante.
spero di non incorrere nelle ire dell'Acccademia della Crusca se non mi curo di correggere.
postato da: Moodswing alle ore 21:08 | link | commenti
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giovedì, 24 gennaio 2008

crisi allucinatoria parte I.

Una presa multipla può avere uno sguardo molto intelligente.

(interludio onirico in terza persona: luielei conducono vita vagabonda in Germania causa divergenze d'opinioni con persone in Italia, lei si ritrova a pendere a testa in giù in canale davanti alla facoltà.)

Il tasto f8 del computer è il primo esponente del nascondismo.

(interludio onirico in terza persona, II. Luisaleepepe assegna come esame di meccanica il calcolo degli sforzi nella porta di un autobu, lei lanciatissima crede di saperla ma...)

Esistono technovichingi?

(attendiamo con ansia l'interludio onirico, parte terza.)
postato da: Moodswing alle ore 22:44 | link | commenti
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venerdì, 04 gennaio 2008

blame it on arredo urbano

Affascinante vedere come lo stesso luogo di giorno e di notte abbia due facce totalmente opposte.

Correva l'anno duemilaquattro (correva verso la fine) ed è forse ingiustificata la nostalgia con la quale ricordo il modo in cui nei miei sogni quel viso mi fluttuava davanti mentre venivo calciata da un cavallo contro la vecchia golf grigia di mio padre.
postato da: Moodswing alle ore 11:45 | link | commenti
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sabato, 29 dicembre 2007

prima di partire

eterno 2007
e i suoi conflitti esterni ed interni
e i tormenti di gennaio, le recriminazioni
la mancanza di concentrazione, gli esami falliti
rimpianti e desideri, se solo le cose non stessero così
la Retinette, le lotte con essa.
I rullini in bianco e nero sbagliati, le stazioni.
delirii a carnevale, Elena che diventa per un giorno mito dei ragazzini in campo santa margherita
gli occhiali che finiscono sotto i piedi di qualcuno e le lenti graffiate
We Are Your Friends.
Ballare sotto la pioggia con un mantello. da sola e ad occhi chiusi.
gli autobus notturni.
Ancora ricordi che non sbiadiscono.
I corsi che iniziano. Folgorata alla sedia, in auditorium.
I corsi da cui vengo scacciata.
I pomeriggi con trench beige nuovo, cavalletto e reflex in fiera a Bologna a fotografare l'Esprit Nouveau.
Venezia che è sempre più bella.
I primi rullini azzeccati con la Retinette.
Stazioni a tutte l'ore del giorno e della notte.
Fotografie alle macchinette delle stazioni che finiscono nelle agende che finiscono nei ricordi belli sì, questi sì.
Ballare, oppure Rodchenko?
I controllori a volte maestri di cortesia.
I vicini di sopra che copulano.
Studiare nel sole nell'unico pontile rimasto praticabile alle Zattere.
Il risotto alla mela e cipolle, gli agli sott'olio.
Marta che si prende della pantofolaia dal sor pantofolaio per eccellenza.
Riconciliazioni, conflitti.
La macchina nuova. Il sopralluogo con la suddetta: "io in macchina con te non ci salgo."
Le cene.
Io ed Elisabetta sul vaporetto dalle Fondamenta nuove, armate di macchina fotografica.
Il frico.
Interpretare con Diego il rockenroll.
David e Cicco vestiti da donne in campo Santa Margherita.
La mantella color porpora.
Telefonare dal pozzo dei Tolentini.
I pomeriggi in biblioteca ai Tolentini a studiare Storia dell'Architettura.
Oppure a scroccare internet prima di tornare a casa.
Non guardare dalla finestra, oppure sì.
Esperienze mistiche per guarirmi dalla vertigine andando da sola in cima alla cupola del Brunelleschi.
La Querini è chiusa il Lunedì.
Pomeriggi in Baum a studiare storia dell'architettura.
Litri e litri d'acqua di rubinetto.
Essere sempre in bagno.
Condannare le ingiustizie capitate ad altri.
Arrivo inaspettato dell'estate: "di già?"
Marta che finisce gli esami, io a Mestre da sola.
I semi di papavero nello yogurt bianco.
Le cinque di mattina fatte a ciacolare.
"Attenzione, treno in transito al binario 2. Allontanarsi dalla linea gialla"
Prendere il sole sulle Zattere, armate di macchina fotografica.
Franz e Teo e Letizia.
Metti un primomaggio a Martellago.
La bici-ape di Consuelo.
Un esame al giorno, un trenta (quasi) al giorno.
Essere sempre patologicamente in ritardo.
Uno che vola a terra con tutte le finestre aperte.
Il dilvio dell'Heineken Jamming Festival che ci coglie al passaggio a livello dietro la stazione.
L'unico ritardo dei treni appropriato.
Luglio. Apnea.
Il Cappello Verde.
Notti insonni.
Il controllore alle due e mezza di notte, tornando dal Lido.
I capelli pieni di sabbia, le scarpe piene di sabbia, la testa piena di sonno.
Un pipistrello in corridoio.
Una bottiglia di anisette sul frigorifero delle suore.
(ho quasi finito forse)
Subito dopo sempre ai Tolentini a fare finta di studiare (o anche no, ma chi ci crede?!)
Il vestito a pois.
Trovare sempre lo stesso posto libero: piccoli sollievi.
Sorrisi.
Agosto è il mese più freddo dell'anno. In piscina a nuotare.
Una settimana d'Istria.
Momiano e tutto pare migliore.
Non sono in modo assoluto figate ma mi pare di stare bene.
La scuola guida.
Lippo di Calderara di Reno, zona industriale.
Tonsillite veneziana.
Bohèmienne in camera, una coperta troppo corta.
Converse turchesi.
Passeggiate notturne solitarie veneziane.
Back Home.
Frico.
Basta col Friuli. Viva la Venezia Giulia.
Trieste.
Surprise, surprise.
L'Inaspettato.
Il neon fluorescente.
Le vie di Venezia sono infinite.
Alcohol.
Marta e la sua valigia che corre da sola per tutto l'autobus.
Le cene a casa di Deborah a Mestre.
Free Radicals, e desiderare il bis.
Contribuire a trenta altrui.
Nuovi corsi nuova vita. Sopralluoghi in Giudecca, umidità.
L'Inaspettato colpisce ancora, è forse troppo tardi?
Studiare studiare studiare, voglio solo studiare.
La prima volta in autostrada non si scorda mai.
Lo sciopero dei camionisti
il radicchio di Treviso
Il mac di Marta
Sparaflashauz conquista i palchi della scena indie.
la musica elettronica.
Mandarine Girl.
Tormenti musicali varii ed eventuali.
Correre con Anna sotto i portici di via Indipendenza e scivolare.
Incontrarvi anche ex professori di Fisica.
Tornare al liceo dopo due anni, rivedere le uniche persone degne di nota ed esserne felici.
Dopo due anni ridere come matte e girare per Bologna con Giada.
All'insegna dei bei vecchi tempi, delle belle vecchie sputtanate.

Come al solito non voglio sembrare retorica, ma grazie voi tutti, nuovi/vecchi/nuovi.
vi vu bi.


postato da: Moodswing alle ore 21:37 | link | commenti (2)
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venerdì, 28 dicembre 2007

finally, an end comes.

finalmente finisce quest'anno dispari e impari e senza logica.
forse ritorno all'inizio di un circolo. Forse basta girarmi e rendermi conto che i fantasmi estivi che a volte compaiono a tradimento non sono più reali di ombre che si crede di vedere nello specchio.
Tra assenza ed essenza c'è una vocale.
Tacere per essere più saggi o per autoconservazione.
Alla fine m'aggrappo sempre ad uno stupido orgoglio che riveste le cose di una patina neutra e pare non farle più bruciare.
Passerà dell'altro tempo e forse avrò ragione.
Avrò ragione di tutti i fantasmi, i ricordi, le debolezze.
Ma è più probabile che qui ed ora io abbia torto, e non riesca ancora a capacitarmi di dove è esattamente l'errore fondamentale.


postato da: Moodswing alle ore 00:51 | link | commenti
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venerdì, 02 novembre 2007

...I've ever seen.

Torno con un po' di quella luce negli occhi e quel vento sulle guance e tutto appare migliore.
postato da: Moodswing alle ore 08:36 | link | commenti
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